• La nostra testa come un enorme calderone

    Immagino la nostra testa come fosse un enorme calderone, di quelli grossi, neri e bombati che si vedevano nei film anni ‘80, in cui una vecchia strega era intenta a mescolare al suo interno una qualche pozione magica. Quella pozione sono i nostri pensieri, che vengono arricchiti da altri ingredienti, a formare così altri nuovi pensieri. Mescola che ti rimescola, ogni tanto il mestolo tira su un può di quell’intruglio per essere assaggiato. […] È così che pesco le parole da dire, i pensieri da esprimere, gli aneddoti da raccontare: con casualità e improvvisazione. E mentre lo scrivo è come se lo assaggiassi, ne assaporassi il gusto e decidessi in…

  • Ho sempre creduto tu fossi immortale

    Ti ho sempre creduto immortale o almeno così speravo e mi ripetevo dentro di me. Avevo iniziato a pensare a questo giorno, a come sarebbe stato e come l’avrei presa. Mi sono maledetto per aver fatto pensieri del genere eppure, nel mio profondo, sapevo che era un evento dal quale nemmeno tu saresti potuto scappare. Ti ho voluto fortemente, preso da queste scelte adolescenziali che oggi mi farebbero riflettere giorni e giorni; contro tutto e tutti, senza dire nulla ti sei fatto amare in ogni casa in cui sei andato. Da che non ti si poteva vedere, al fatto che se mancavo io nessuno avrebbe chiesto ma se non c’eri…

  • Il suono di un addio

    Che suono ha un addio? Voi ve lo sapreste spiegare? Ve lo siete mai chiesti? Avete mai riflettuto su ciò che accade alla notizia di un addio e ai successivi momenti? Troppe domande? Ad averne almeno una di risposta, in questo caso. […] Alla venuta di un addio ho sempre un vuoto che mi pervade, una sensazione che arriva molto prima che l’informazione venga elaborata dalla mente. Sono attimi ma prima che tu possa domandarti “Perché?”, tutto sta già succedendo: mi sento stanco, svuotato dall’interno come se gettaste un sasso di medie dimensioni dentro un pozzo ormai in disuso, dove l’unica acqua esistente è quella dell’umidità generata dalle sue pareti.…

  • Guardarsi allo specchio

    Guardarsi allo specchio aiuta moltissimo nelle arti marziali: l’auto-correzione. Il vedersi e rivedersi fino allo stremo, nei dettagli, in modo minuzioso, ripetendo più e più volte per trovare quell’equilibrio, la stabilità, quella sensazione che poi non avrebbe più necessitato il continuo guardarsi riflesso. […] E’ una routine, un automatismo che spesso nemmeno ci accorgiamo di fare. E’ un gesto che ha dentro migliaia di significati, i più disparati, anche profondi, se vogliamo. La maggior parte è per narcisismo, anche per i più insospettabili che covano al loro interno una stima di sé stessi da fare invidia a chiunque. […] Nel tempo questo stesso gesto può evolvere il suo significato. Ad…

  • Il bilancio di un anno

    Siamo arrivati a quel momento, quello in cui tentiamo di fare ammenda per ciò che è stato e che abbiamo fatto; quello in cui cerchiamo di tirare le somme, in cui le illusioni prendono piede così come i falsi propositi che hanno meno coraggio dei pensieri che non tiriamo fuori e lasciamo dentro anche nell’ultimo momento dell’anno, ossia quello del bilancio. […] Siamo arrivati in quel momento dove tutto il rumore si trasforma in silenzio e diamo spazio a sorrisi amari, ai rimpianti, ai sospiri, a tutti quei “avrei potuto” oppure ai “farò”. Non c’è niente di più falso e meschino dei propositi per il nuovo anno e delle promesse…

  • Quante volte

    Quante volte abbiamo iniziato qualcosa per poi fermarci, interrompendo quel fiume che tutti siamo e teniamo dentro? Quante volte ci siamo detti “Ora basta! Chiudo tutto e ricomincio.” e invece poi non abbiamo fatto niente, prendendo in giro gli altri ma soprattutto noi stessi con parole e azioni sterili e prive di radici forti tali da sprofondare in un terreno fertile, in attesa solo di essere utilizzato? Quante volte abbiamo pianto in un angolo a parte, nel letto, per strada, chiusi in macchina o al lavoro per qualcosa che non riuscivamo a gestire, a far andare come volevamo o che in realtà non eravamo pronti e/o abbastanza forti da farlo…

  • Chissà cosa stai facendo adesso

    Faccio parte di quella generazione che per cercare una persona, la chiamava, a casa; che con quel gesto era sicuro al 97% avrebbe prima dovuto parlare coi suoi genitori, cercando di fare una buona impressione in una presentazione letta solo nei libri delle buone maniere. “La prima impressione è quella che conta” mi ripetevo ogni volta che dovevo presentarmi come amico/conoscente/fidanzato, di fronte a persone che conoscevo per la prima volta. (tranquilli, non sono mai stato bravo coi buoni propositi) […] Una sensazione che molti oggi non potranno più provare era quell’ansia, dopo aver composto il numero, che passava tra gli squilli a vuoto e la prima risposta. Il cuore…

  • Il ricordo di un gesto

    Oggi ho visto una cosa bellissima: ero in prossimità di una università e sul marciapiede opposto vedo mamma con figlio e, presumibilmente, figlia. Fermo in fila, attira la mia attenzione il gesto della madre -più bassa e minuta- che dà uno scappellotto al figlio, di quelli educativi, di quelli che non se ne vedono più. Sorrido divertito. Un attimo dopo lo scenario cambia totalmente: la madre, rotta dalla commozione, si para davanti il figlio inveendo contro di lui mentre la sorella -ignara di tutto- cammina avanti prendendo le distanze dai due. La madre continua ad inveire verso il figlio, mèsto, che china il capo, declinandolo da un lato per non…

  • Senza titolo

    Senza voglia.Senza ispirazione.Senza stimoli.In modalità “Risparmio energetico”.Vuoto.Pagina bianca scarabocchiata, un poco stropicciata.Agitato ma manchevole nel reagire.Con tante cose da dire ma nessuna da voler far uscire. […] Meriti.Rispetto.Doveri.Coerenza.Giusto o sbagliato.Torto o ragione. […] Parole dette.Frasi scritte.Fatti non pervenuti.Promesse non mantenute.Nessun valore. […] Nervoso.Nevrotico.Arrabbiato.Deluso.Sconfitto.Svogliato. […] Sguardi.Silenzi.Distanze.Allontanamenti. […] Fine.

  • Viaggiare solo

    Viaggiare da solo. Solo viaggiare. Proprio come queste parole, viaggiare porta con sè molteplici significati: viaggiare da solo, viaggiare solo con sè stesso, solamente viaggiare perché si deve. La prima volta che viaggiai da solo fu quasi un obbligo, una necessità impostami dal mio io; sentivo dentro di me l’impellenza di allontanarmi, di staccare tutto, da tutto. Avevo una voglia di rilassarmi che se non fossi partito in quell’esatto momento e per un tempo tale da permettermi di ricaricare, che penso avrei poi fatto scelte più sbagliate di quelle che ho comunque fatto, nei tempi che furono. […] Per me viaggiare è scoprire, imparare, mettersi alla prova, arricchirsi e crescere.…