• Il suono di un addio

    Che suono ha un addio? Voi ve lo sapreste spiegare? Ve lo siete mai chiesti? Avete mai riflettuto su ciò che accade alla notizia di un addio e ai successivi momenti? Troppe domande? Ad averne almeno una di risposta, in questo caso. […] Alla venuta di un addio ho sempre un vuoto che mi pervade, una sensazione che arriva molto prima che l’informazione venga elaborata dalla mente. Sono attimi ma prima che tu possa domandarti “Perché?”, tutto sta già succedendo: mi sento stanco, svuotato dall’interno come se gettaste un sasso di medie dimensioni dentro un pozzo ormai in disuso, dove l’unica acqua esistente è quella dell’umidità generata dalle sue pareti.…

  • Guardandosi allo specchio

    E’ una routine, un automatismo che spesso nemmeno ci accorgiamo di fare. E’ un gesto che ha dentro migliaia di significati, i più disparati, anche profondi, se vogliamo. La maggior parte è per narcisismo, anche per i più insospettabili che covano al loro interno una stima di sé stessi da fare invidia a chiunque. […] Nel tempo questo stesso gesto può evolvere il suo significato. Ad esempio -magari per molti potrà non essere così scioccante- il mio primo ricordo, quello da cui io definisco “l’inizio” della mia vita vissuta, è proprio legato ad un specchio: mi trovavo in androne, nella casa dei miei dove sono cresciuto e c’era questo specchio…

  • Il bilancio di un anno

    Siamo arrivati a quel momento, quello in cui tentiamo di fare ammenda per ciò che è stato e che abbiamo fatto; quello in cui cerchiamo di tirare le somme, in cui le illusioni prendono piede così come i falsi propositi che hanno meno coraggio dei pensieri che non tiriamo fuori e lasciamo dentro anche nell’ultimo momento dell’anno. […] Siamo arrivati in quel momento dove tutto il rumore si trasforma in silenzio e diamo spazio a sorrisi amari, ai rimpianti, ai sospiri, a tutti quei “avrei potuto” oppure ai “farò”. Non c’è niente di più falso e meschino dei propositi per il nuovo anno e delle promesse mute che ci siamo…

  • Quante volte

    Quante volte abbiamo iniziato qualcosa per poi fermarci, interrompendo quel fiume che tutti siamo e teniamo dentro? Quante volte ci siamo detti “Ora basta! Chiudo tutto e ricomincio.” e invece poi non abbiamo fatto niente, prendendo in giro gli altri ma soprattutto noi stessi con parole e azioni sterili e prive di radici forti tali da sprofondare in un terreno fertile, in attesa solo di essere utilizzato? Quante volte abbiamo pianto in un angolo a parte, nel letto, per strada, chiusi in macchina o al lavoro per qualcosa che non riuscivamo a gestire, a far andare come volevamo o che in realtà non eravamo pronti e/o abbastanza forti da farlo…

  • Chissà cosa stai facendo adesso

    Faccio parte di quella generazione che per cercare una persona, la chiamava, a casa; che con quel gesto era sicuro al 97% avrebbe prima dovuto parlare coi suoi genitori, cercando di fare una buona impressione in una presentazione letta solo nei libri delle buone maniere. “La prima impressione è quella che conta” mi ripetevo ogni volta che dovevo presentarmi come amico/conoscente/fidanzato, di fronte a persone che conoscevo per la prima volta. (tranquilli, non sono mai stato bravo coi buoni propositi) […] Una sensazione che molti oggi non potranno più provare era quell’ansia, dopo aver composto il numero, che passava tra gli squilli a vuoto e la prima risposta. Il cuore…

  • Il ricordo di un gesto

    Oggi ho visto una cosa bellissima: ero in prossimità di una università e sul marciapiede opposto vedo mamma con figlio e, presumibilmente, figlia. Fermo in fila, attira la mia attenzione il gesto della madre -più bassa e minuta- che dà uno scappellotto al figlio, di quelli educativi, di quelli che non se ne vedono più. Sorrido divertito. Un attimo dopo lo scenario cambia totalmente: la madre, rotta dalla commozione, si para davanti il figlio inveendo contro di lui mentre la sorella -ignara di tutto- cammina avanti prendendo le distanze dai due. La madre continua ad inveire verso il figlio, mèsto, che china il capo, declinandolo da un lato per non…

  • Senza titolo

    Senza voglia.Senza ispirazione.Senza stimoli.In modalità “Risparmio energetico”.Vuoto.Pagina bianca scarabocchiata, un poco stropicciata.Agitato ma manchevole nel reagire.Con tante cose da dire ma nessuna da voler far uscire. […] Meriti.Rispetto.Doveri.Coerenza.Giusto o sbagliato.Torto o ragione. […] Parole dette.Frasi scritte.Fatti non pervenuti.Promesse non mantenute.Nessun valore. […] Nervoso.Nevrotico.Arrabbiato.Deluso.Sconfitto.Svogliato. […] Sguardi.Silenzi.Distanze.Allontanamenti. […] Fine.

  • Viaggiare solo

    Viaggiare da solo. Solo viaggiare. Proprio come queste parole, viaggiare porta con sè molteplici significati: viaggiare da solo, viaggiare solo con sè stesso, solamente viaggiare perché si deve. La prima volta che viaggiai da solo fu quasi un obbligo, una necessità impostami dal mio io; sentivo dentro di me l’impellenza di allontanarmi, di staccare tutto, da tutto. Avevo una voglia di rilassarmi che se non fossi partito in quell’esatto momento e per un tempo tale da permettermi di ricaricare, che penso avrei poi fatto scelte più sbagliate di quelle che ho comunque fatto, nei tempi che furono. […] Per me viaggiare è scoprire, imparare, mettersi alla prova, arricchirsi e crescere.…

  • Quella volta in spiaggia

    Non ricordo bene che età avessi ma ero abbastanza piccolo, non arrivavo a otto o dieci anni, questo è sicuro. Era il primo periodo in cui iniziai a frequentare la chiesa e l’oratorio, la mia parrocchia -al tempo- d’estate organizzava attività oratoriali in spiaggia e ti ritrovavi nelle spiagge libere del litorale romano una miriade di bambini e veli con gonne bianche che svolazzavano in ogni dove alla vana ricerca di un qualche ordine. Da sempre (e anche tutt’ora) sono stato un tipetto che non voleva stare sotto a cose o persone che non gli fossero a genio. Dicevo -dico- sempre la mia, anche se non richiesto, anche se non…

  • Dentro al tuo dolore

    Le persone. Le persone vanno e vengono nella nostra vita. Alcune le trovi già non appena fai il tuo ingresso al mondo, una cerchia ristretta che poi ti insegneranno a chiamare “famiglia”. Termine che, crescendo, espanderai anche ad altre persone che in realtà non hanno legame di sangue con te ma di cuore. […] Sono scelte, a volte dettate da un meccanismo più grande di noi e che ci è sconosciuto, altre, invece le veicoliamo noi per il nostro tornaconto personale. Indifferente da quale via si persegua, alla fine se restano è perché qualcosa, un legame, una connessione, la lunghezza d’onda dove sintonizzarsi, c’è. […] Da sempre sono stato una…