Ogni tanto riappare
Ogni tanto riappare, quel mostro che hai dentro, quello che sta lì in quell’angolo cupo che ti osserva, ti aspetta e ti scruta. Fermo, in quella silente corrosione, in attesa di un cedimento, di un calo d’attenzione e di forza mentale, di lucidità.
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La parte oscura di ognuno di noi, quella che sradica ogni precetto, ogni principio, ogni etica e regola che ci siamo dati, impostati e formati nel tempo e nel corso del nostro percorso.
Colei che ribalta completamente il nostro essere, che potremmo definire essere in nostro vero io; quella che “non pensavo fossi così”, che ci spaventa e non ci piace ma d’altra parte è la parte più genuina di noi.
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Ogni tanto riappare, ti bussa sulla spalla senza dire nulla, come quella musica nei film horror che anticipa uno di quei momenti che ti farà saltare dal divano. Non ha bisogno di parlare perché lui è te e te sei lui.
Anche se non lo accetti, anche se non ti piace, anche se fai fatica a gestirlo, è parte di quello che sei sempre stato e sei diventato.
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Quel frammento che è sporco e distorto come lo sono i veri sentimenti, non quelli che si sognano attraverso i film e che rispecchiano solo una fantomatica utopia rincorsa fin da piccoli attraverso fiabe e favole; la vita vera recita e ti passa un manoscritto che è pieno di macchie, di unto e con alcune pagine stropicciate e tutto questo non è sinonimo di negatività ma solo di verità.
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Oramai non ho paura di confrontarmici, di affrontarlo o di specchiarmici. E’ andato il tempo in cui non accettavo tutto quello che sono, tutto quello che la mia mente non mi aggradava e insiste -ancora adesso- a passarmi.
Oggi mi ci siedo ed alcune volte sono proprio io che, di mia iniziativa, vado lì in quell’angolo e lo fisso in silenzio in un paradosso che in qualche strano parallelismo, agli occhi suoi, quel mostro invece sia proprio io.
