Rabbia
Ma che vuol dire realmente “essere arrabbiati”? Sappiamo davvero identificare un sentimento così profondo e importante che riesce a consumare e ferire non solo il prossimo ma anche sé stessi?
Spesso confondiamo la rabbia con altro, con il nervoso, con l’insoddisfazione, la tristezza, l’apatia e lo sconforto che -per carità- possono essere poi conseguenze o origini della stessa ma non la medesima emozione.
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Avere rabbia ed esserlo non sono la stessa cosa, un pò banale dirlo ma altrettanto caderci in fallo.
Un sentimento che viene scaturito dall’esterno è più semplice da scacciare via; ti passa nel momento in cui la mente viene occupata da altro, quando quel sentimento non è detto che si consumi ma che lo si sovrapponga con un altro, magari più forte, opposto o più intenso.
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Personalmente non riesco ad rimanere arrabbiato verso qualcuno, magari ho picchi elevati in cui preferisco sfogare per buttare via fuori tutto, per non lasciarmi dentro nulla, prima che questo prenda a consumarmi ma poi finisce lì.
Ci rimugino se vengo triggerato sullo stesso argomento ma fondamentalmente lascio andare perché il dispendio di energie non vale mai l’apice emotivo che questo tipo di sentimento ti dà e perché a soffrire sono già bravo da me.
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Differentemente, l’avere rabbia è un qualcosa che ti destabilizza, ti fa uscire fuori dai propri schemi e manda in tilt tutto il tuo sistema gestionale: il camminare spasmodico senza una vera e propria direzione; lo stare a pensare e ripensare a cosa ha innescato tutto; lo scattare d’ira e quindi, l’abbassamento della soglia comportamentale che solitamente ti fa gestire la stragrande maggioranza delle situazioni.
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Sono tutte chiavi che non fanno altro che montare, dallo stomaco al petto, tutta quell’energia negativa che arriva a farti tremare fisicamente, che rende la tua voce ferma e sicura, tremula ed incerta.
I brividi su per il corpo, il senso di inadeguatezza, d’insofferenza anche verso il prossimo ma soprattutto verso te stesso.
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Tutto ciò non fa bene e non sai se più verso chi o cosa oppure nei tuoi confronti che non sei stato capace di gestirla, di sottometterla e sopprimerla fino al punto di sopirla del tutto.
Purtroppo l’esperienza non sempre aiuta perché se il tuo cammino è irto di rovi, che ad ogni passo non fanno altro che lacerarti, arriverai al punto di pensare che piuttosto che andare avanti, è preferibile fermarsi.
