Tutto è iniziato quando ero piccolo​

Quando avevo all’incirca 6 anni o poco più. Avevo con me un foglietto, che il più delle volte era immaginario, dove avevo deciso di appuntarmi tutti i rifiuti e le accettazioni delle bambine a cui avevo chiesto di voler stare con me: un totale fallimento. Ricordo che avevo totalizzato come un 50 rifiuti ed un solo sì -che peraltro, poi, avevo anche ritrattato, vuoi per timore, vuoi perché non ero abituato al caso positivo. Eppure alla fine mi divertivo e non l’avevo presa affatto male, anzi, andavo a chiedere col sorriso -con la mia solita faccia da schiaffi- e me ne andavo, salutando, allo stesso modo. Avevo già carattere, particolare, ma lo avevo.

Dopo poco tempo la cosa mi annoiò e lasciai perdere, iniziai con altri interessi, a formare il primo gruppo di amici e a divertirmi. Il secondo approccio con le donne è stato pochi anni dopo e stavolta fui cercato io. Si era più “grandi” e con gli amici, nacque la prima lite per via di una donna: la classica cotta estiva. Quel giorno feci una scelta, un credo che porto ancora avanti: scelsi che fosse più importante un amico, rispetto ad una donna, perché di donne se ne trovano tante, ma di amici -quelli veri- ce ne sono davvero pochi e, alla fine, rimangono sempre al tuo fianco. Non me ne sono mai pentito e tutt’oggi ne sono ancora convinto ma non per qualche mia battaglia contro le stesse o contro l’amore in generale. In realtà mi dispiace molto perché sono sempre stato -e purtroppo lo sarò ancora per molto- un romantico e sentimentale, uno di quei vecchi pionieri che crede nell’amore, nel colpo di fulmine, negli incontri casuali che ti cambiano la vita, nelle persone che possono riempirti il cuore e che te lo fanno battere solo standoti di fianco. Avevo questa visione utopica e mi aspettavo di viverla anch’io, quando sarebbe stato il momento; ma intorno a me e attraverso le notizie che si sentono accadere per il mondo, ho sentito cose che in amore non credevo fossero possibili.

Indifferentemente, che si fosse ragazzi o adulti, conviventi o sposati con famiglia, tutti venivano feriti. Io stesso sono stato prima assorbito e poi gettato da una storia importante, da lì ne sono uscito e, a mia volta, ho gettato via e ferito altri; rivissuto altri confronti/scontri con amici, per via delle donne -stavolta più maturi, più importanti, più consapevoli- ma alla fine il mio credo non è mai mutato nel tempo. Ho cominciato a vivere situazioni che oggi sembrano all’ordine del giorno ma che non hanno nulla a che vedere con la mia iniziale visione sull’amore. Non credo, però, che tutto sia perduto perché esistono e persistono coppie felici, che hanno trovato i loro compromessi -senza i quali è impossibile coesistere- che a loro modo avranno sempre da lamentarsi di qualcosa ma che sanno che di meglio non potranno avere, perché il meglio se lo sono già presi. Alcuni riescono subito, altri fanno vari tentativi andando anche a ritroso, altri ancora trovano la loro dimensione in situazioni alternative, discutibili ma personali, ognuno con la sua storia e la sua vita.

Ho visto un po’ di tutto, partendo già da quando ero piccolo e credo che il mio finale sarà uno di quelli che ancora non si è visto (non per altro, l’amore è cieco): affascinante a raccontare, turbolento da vivere. Non a caso, sarà il mio.