Svuotare il secchio dei pensieri

Di dormire non se ne parla. La testa ha già ripreso a macinare o forse non si è mai fermata, magari nella notte ha solo voluto staccare il connettore del cervello in modo che la coscienza non immagazzinasse le informazioni e, in qualche modo, riposasse.

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La luce filtra da tende che attenuano ma non coprono del tutto, il giusto per dare notizia che il dì è arrivato ben prima di quanto il mio corpo stanco si aspettasse.
Ci sono gli uccelli e qualche inserviente già attivo; odore di incenso bruciato a ricordare che casa è altrove così come tutte le faccente quotidiane, quelle stesse che non ti fanno tirare il freno e respirare.

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Vorrei dire che mi alzo per lasciarla riposare ma in realtà sto solo cercando un momento dove stare solo senza che qualcuno si accorga che mi stia prendendo una pausa per fare ammenda con me stesso.
C’è quel silenzio dei posti in cui la natura prevale sul futuro, dove le distanze sono rispetto e dove gli unici rumori che possono assordare sono quelli delle onde del mare.

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Respiro come non mi capitava da tanto, riuscendo anche a espirare, senza trattenere dinnanzi occhi giudicanti e osservanti.
Respiro e pian piano inizio a svuotare il secchio dei pensieri, lo stesso che avevo riempito e messo in un angolo perché troppo pesante da sollevare e scaricare tutto d’un colpo.
Lo riverso a terra e con la mano aiuto a scivolar via tutte quelle cose che ottenebravano e non mi aiutavano a parlare.

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La pelle si distende, il cuore respira e la testa è un pò più leggera da tutte quelle responsabilità e preoccupazione che un pò mi sono addossato e un pò mi hanno travolto.
Ma il secchio è ricolmo e non basta una volta, non bastano due e non basterebbero nemmeno tante altre per far sì che questa leggerezza torni a far parte del mio essere, dove la malinconia è solo un fascino che come un magnete attrae chi cerca qualcosa, strizzando l’occhio all’utopia.

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La barba lunga, sinonimo di stanchezza e svogliatezza, ormai è infestata da un tratto del tempo che non pensavo potesse appartenermi in maniera sempre più repentina. Mettendo da parte una vitalità che sembra ormai appartenere ad un tempo che è andato, per dimostrare che lo stesso è passato.

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Svuotare il secchio dei pensieri è terapeutico ma nasconde anche pericoli che erano volutamente stati sotterrati e che ora rivedono quella stessa luce che inizia a svegliare tutti gli altri, lei compresa.
E’ finito il tempo a disposizione e quel che si è potuto fare, si è fatto ed ora non resta che mettere in ordine tutto quello che si è riversato e proseguire.

svuotare il secchio dei pensieri