• Prologo

    Opachi colori si mischiavano tra gli spifferi dei pensieri che scorrevano indipendenti da tutto il resto. Si delineavano e venivano messi a fuoco man mano che prendevano l’esatta posizione, nel grande schema naturale delle cose. […] Le funzioni cerebrali si spartivano, in modo parsimonioso, tutti i compiti legati al pensiero, al ragionamento, alle funzioni motorie ed anche a quelle respiratorie. In millesimi di frazioni di secondi, tutto veniva gestito in un fitto reticolo, ordinato e composto. La piena confusione era tenuta con maestrìa da questa macchina perfetta, qual è il corpo umano. […] L’asfalto irregolare viene percorso autonomamente, senza che gli occhi afferrino realmente quale direzione i passi stiano prendendo.…

  • Quella voragine chiamata mancanza

    E’ notte ormai ed è tutto giorno, anzi, sono giorni che penso e ripenso a questa scadenza, il momento in cui la mente avrebbe dovuto affrontare questo scoccare delle lancette.E’ passato un altro anno e siamo a due e quella voragine chiamata mancanza non smette di allargarsi. […] Mi era stato detto che, pian piano, si sarebbe ridotta, che c’avrei fatto l‘abitudine, che la nuova quotidianità avrebbe preso il posto della vecchia.Ma come si fa a sostituirti?Come si fa solamente a pensare che testa e cuore si mettano d’accordo e seguano la stessa strada? […] Quella voragine chiamata mancanza sta ancora lì a fagocitare ogni altra sensazione, ogni altro sentimento,…

  • Oggi ti parlo

    Oggi ti parlo, mettendomi seduto in spiaggia di fronte al mare, nella sabbia che sai odio troppo perchè poi me la ritrovo dappertutto ed inizio ad innervosirmi.Senza necessariamente avere il bisogno di guardarti negli occhi ma con lo sguardo rivolto verso il mare ed il suo orizzonte; non perché sia difficile sostenere lo sguardo -sì a volte lo è- ma quello si supera come si supera la paura del buio che si ha da bambini -no, ancora non l’ho superata. […] Oggi ti parlo perché, anche se non si direbbe e lo faccio di rado, parlare mi piace soprattutto con chi sa ascoltarmi, con chi mi fa percepire la sua…

  • Il peso di un nome in rubrica

    Il peso di un nome in rubrica, di quelli che vedi quando scorri distratto le chat o che magari vai volutamente a cercare perchè la malinconia ti ha abbracciato forte e guidato la mano.Dove l’associazione nome+foto non passa inosservata e getta un colpo addosso che avresti preferito evitare. Dove per fortuna una chat dice tanto ma non dice tutto perché il resto è un vissuto che ormai è inciso nell’animo. […] E’ strano poi come certe cose da indifferenti passano e mutano ad interessi per poi nuovamente ritornare in quello stato di stallo dove l’indifferenza galoppa con un trottorellare di emozioni che ricordano le navigazioni nel mare mosso.Il peso di…

  • Non voglio essere arrabbiato

    Non voglio essere arrabbiato, non è uno stato che mi piace vivere, non è quello che mi serve in questo momento perché non fa altro che consumare qualcosa che è già segnalato dalla spia della riserva.E’ una sensazione che mi prosciuga, che mi fa mancare l’aria e non mi rende lucido, mi mette agitazione e nervosismo. […] Non voglio essere arrabbiato, stare arrabbiato col nervosismo addosso che mi fa scattare per la qualunque, che mi fa fare pensieri che non mi appartengono e che bruciano una razionalità che mi sta sostenendo per evitare che tutta l’impalcatura crolli. […] La sento a pelle quest’agitazione che mi fa scattare, che mi accende…

  • Ah, se si potesse vivere solo di inizi

    Ah, se si potesse vivere solo di inizi, di quelle prime fasi in cui l’aria è elettrica ed ogni frase assume una declinazione colma di malizia e complicità.Un valzer di flirt a distanza che le parole camuffano nel classico detto “chi disprezza, compra”. Quelle sensazioni piene di novità, di un qualcosa già vissuto, già conosciuto ma che ha la faccia di un’altra persona. […] Ah, se si potesse vivere solo di inizi, di quegli incontri nati per caso in una giornata fuori, trascinato dagli amici in cui c’è sempre quella presenza nuova che ti dà gioco, un pò per metterti a tuo agio, un pò per sondare il terreno e…

  • Oggi scrivo a mano

    Oggi scrivo a mano, è da un pò che non lo faccio e mi ricorda i tempi in cui si lasciavano i pensieri nel diaro, dentro lo zaino o banalmente nella tasca di un cappotto. […] Oggi scrivo anche per ricordarmi come si fa.Per vedere se la mia calligrafia è cambiata, se ancora sbaglio ed ho bisogno di cancellare e correggere.La mano che scorre da sinistra verso destra, con il taglio che va a coprire le lettere appena rilasciate, inchiostrandosi tutta -ah, la maledizione dei mancini! […] Ricordo ancora le varie fasi emozionali di quando scrivevo a mano: il momento in cui mi decidevo a farlo -perché anche decidersi non…

  • Uno dei tanti spettatori

    Uno dei tanti spettatori, ecco come mi vedo, ecco cosa sono.Di quelli non paganti, ovviamente, anche perché non ricordo il prezzo di un biglietto che non ho mai chiesto. Forse qualcuno lo ha fatto per me ma se sono qui è perché mi ci ritrovo e perché alla fine questo spettacolo un pò mi ha preso. […] Uno dei tanti spettatori che, tra un applauso e qualche reazione spontanea, subisce il fascino dello show, catturato dalle attitudine dei commedianti. Ma poi chissà chi è davvero spettattore e chi commedianti, magari è solo una questione di prospettive, di percezioni dove io vedo gli altri in un ruolo che gli stessi poi…

  • L’ho portata dove l’hai portata tu

    L’ho portata dove l’hai portata tu, dove lei è voluta andare, seguendo abitudini che ora andranno a morire, seguendo la nostalgia di un tempo che non tornerà più.In quei ricordi che sono ancora vividi e che iniziano a sbiadire, affiancati da un tempo al passato che da prossimo diventerà remoto. […] L’ho portata dove l’hai portata tu perchè finalmente si è decisa, perché era giusto che fosse così, perchè bisogna andare anche se fa male verso un futuro dove iniziano ad essere di più i posti vuoti che quelli occupati. […] Sai, a volte la vedo che si ferma e la mente vola chissà dove va, forse da te, a cercarti in un luogo che -per ora- è troppo presto che…

  • Ogni volta che chiudo gli occhi, ti vedo

    Ogni volta che chiudo gli occhi, ti vedo, ci sei ma non sei lì e questa cosa mi destabilizza perché arriva improvvisamente, senza avvisare.Basta che per un momento lascio andare la mia mente che subito si perde nel catturare un momento del passato, una tua routine, un tuo gesto, qualcosa legato a te.E’ sufficiente che ci sia del silenzio o che la mente lo crei, dissociandosi per un momento dalla realtà e…puff! Appari come appaiono i fantasmi ed i ricordi che non sanno andare via. […] Ogni volta che chiudo gli occhi, ti cerco e cerco quel disperato bisogno di poterti chiedere un consiglio che in vita non ti ho…