E’ brutto così
Io ci devo ancora fare i conti con me stesso, ancora non riesco ad accettarlo e ancora mi fa una rabbia che la metà basta a cancellare il resto di ciò che mi accade.
Non è proprio giusto, lo percepisco come un gioco di cattivo gusto, che va oltre il sarcasmo, rasentando il sadismo.
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Se davvero c’è qualcuno, qualcosa sopra di noi che è in grado di muovere i fili o è un burattinaio di merda oppure gode nel creare situazioni di questo genere.
Non me ne capacito e non riesco a trovare altre spiegazioni.
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Ti arriva così, mentre pensi che tutto si sia acchetato, che ormai si è scavallato il punto peggiore e che si può solo migliorare.
Che il resto sarà solo uno strascico di quando hai dovuto stringere i denti per non mollare ed aggrapparti più che puoi a quella vita a cui ancora avevi tanto da dare.
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Non si possono dare certe illusioni, false speranze che ti fanno anche solo pensare che c’è qualcosa in cui credere, che puoi ancora programmare un domani che non sarà diverso da quello che ti aspettavi e che puoi anche ragionare a lungo termire.
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Sei una bastarda, vita.
Sì, ce l’ho proprio con te che non vuoi proprio dare respiro, non vuoi far calmare questo cuore che non riesce a smettere di piangere e soffrire.
Che fai impegnare la gente, la fai andare avanti a testa bassa solo per non farla voltare indietro.
Che concedi segnali di miglioramento, mostri la luce in fondo ad un tunnel che poi aprirebbe nuovamente la strada ad un cielo azzurro ed ad una distesa di verde infinito.
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Invece alla fine di tutto c’è quella lugubre e sinistra mannaia che sa soltanto spezzare, troncare e lacerare.
E tu, tu che avevi ricominciare a riempire il tuo cuore con qualcosa di positivo, senti che quella curva lama ti ha appena segato le gambe.
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E’ brutto così.
Non sei preparato anche se magari nel mentre lo avevi fatto ma quel barlume -in un attimo- aveva scacciato via tutto, dandoti slancio.
Slancio che ti vede rovinare a terra, mentre strisci per raggiungere un traguardo che non potrai mai afferrare.
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E’ brutto così perché dire che vorresti spaccare tutto e prendertela con qualunque cosa, lacerarti le corde vocali fino a perdere voce e senno, è riduttivo.
E se prima facevo fatica ad accettarlo, ora mi domando a che razza di gioco stiamo giocando:
prima ci fai vedere che è tutto bello, tutto facile, raggiungibile; che la vita è pappa, cacca, mamma e papà e poi?
Poi solo scogli su cui scivoli, batti e ti fai male perché nessuno ti aveva detto che calzature indossare.
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E se questo è solo il giro di boa, mi domando cos’altro sei riuscita ad architettare per ciò che ne rimane.
